Automobilisti neri e pedoni verdi. |
Gli automobilisti sono incazzati neri. Tutti, nessuno escluso. Finché giriamo a piedi siamo delle civilissime persone che salutano a destra e a manca, non superiamo i limiti di velocità e non sostiamo in zona vietata. Appena, però, abbiamo entrambi i piedi dentro la vettura e chiudiamo la portiera, la mutazione ha inizio. Ho visto gente glabra divenire improvvisamente ipertricotica, a qualcuno si allungano persino i canini. Il simbolo della Mercedes sul cofano diventa un puntatore, un mirino pronto per fare fuoco su qualche incauto passante. Oggi, in qualità di pedone, ho fatto l’eccezione e mi sono ribellato a tanta prepotenza. Stavo attraversando sulle strisce pedonali e rubando perfettamente il tempo a un Suv che sopraggiungeva, ho attraversato con tutta calma. Apriti cielo. L’automobilista incazzato nero s’è affacciato dal finestrino e ha gridato: “Muoviti e vai a passeggiare da un’altra parte, pedone di merda.” Chi mi conosce sa che la calma, l’educazione sono caratteristiche insite nella mia personalità. Ma pedone! Pedone a me? Questo non me lo doveva dire! Così mi sono piantato sulle strisce come quel cinesino in quel famoso filmato dei carrarmati in piazza Tien’ Anmen (infatti lo tienam tutti a ment) e gli ho urlato:”Ti devi fermare, stronzo! Sono sulle strisce e stabilisco io l’andatura da tenere.” Devo averglielo urlato con tanta rabbia che l’uomo è diventato bianco in viso e appena ha rimesso la testa dentro, il Suv si è trasformato nella Bianchina di Fantozzi. Ero tentato d’andare a divellere le portiere, ma rendendomi conto che stavo diventando verde e iniziavano a saltare i bottoni della camicia, ho preferito soprassedere. Però, ci voleva. Che dire degli automobilisti che si fermano prima delle strisce e vedendoti sul marciapiede t’invitano ad attraversare. Ma sei sicuro che devo attraversare? Cretino, non lo vedi che sono qui da un’ora ad aspettare un amico. Perché dovrei attraversare, per fare piacere a te? O quelli che si fermano per chiedere un’informazione, creando una fila d’auto strombazzanti. Ma chi sono io l’ufficio informazioni? Vedi dove devi andare e vacci, prima che diventi verde… vai, vai, circolare, circolare.

CINQUEMILA VISITE. |
ARBITRI, OOOooHHhh... |
Siamo alle battute finali del campionato di calcio di serie A e, salvo impensabili sorprese, lo scudetto sarà assegnato all'Inter. Una squadra solida e omogenea in ogni reparto che meritatamente, finalmente e parlo da juventino, si conquista un altro tricolore da cucirsi sulle magliette. Indubbiamente
La zeta di Zorro. |
Primo Maggio, su coraggio... |
(…) primo maggio su coraggio
io ti amo e chiedo perdono
ricordi chi sono
apri la porta a un guerriero di carta igienica
e dammi il tuo vino leggero
che hai fatto quando non c'ero
e le lenzuola di lino
dammi il sonno di un bambino
che già
sogna
cavalli si gira
e un po' di lavoro
fammi abbracciare una donna che stira cantando
e poi fatti un po' prendere in giro
prima di fare l'amore
vesti la rabbia di pace
e sottane sulla luce
io ti amo e chiedo perdono
ricordi chi sono
ti amo ti amo ti amo ti amo ti amo
dammi il tuo vino leggero
che hai fatto quando non c'ero
e le lenzuola di lino
dammi il sonno di un bambino
che già
sogna
cavalli si gira
e un po' di lavoro
fammi abbracciare una donna che stira cantando
e poi fatti un po' prendere in giro
prima di fare l'amore
vesti la rabbia di pace
e sottane sulla luce
io ti amo e chiedo perdono
ricordi chi sono
ti amo ti amo ti amo ti amo ti amo
Un omaggio (ma anche uno maggio) a tutte le casalinghe che, anche oggi, lavorano solo per amore, oggi come ogni giorno, come sempre, per il loro uomo, la propria famiglia e che “vestono la rabbia di pace”.
La lotta dei cuscini |
"Pillow fight" è il nome originale di questo gioco nato a San Francisco, ma praticato già da qualche anno, soprattutto come sport femminile, nel nord America. Si, avete capito bene, si tratta di prendersi a colpi di cuscino fino allo stremo delle proprie forze o fino a quando il partecipante non dichiara la resa incondizionata. Sicuramente un modo divertente per scaricare un po’ di stress accumulato in famiglia o sul posto di lavoro. Così, dopo avere attraversato le maggiori capitali europee il “pillow fight” è giunto, ieri, anche a Roma. Dopo un “tam tam” con sms e via internet, armati di cuscini, centinaia e centinaia di ragazzi e ragazze si sono dati appuntamento alle 18,00 in piazza Santa Maria in Trastevere e giù cuscinate. Indescrivibile lo stupore dei passanti e della polizia intervenuta a mettere ordine, ma senza problemi di alcun genere. Dopo la “feroce” e innocente battaglia, i contendenti hanno lasciato la piazza ricoperta di piume che ancora svolazzano per il cielo di Roma.
Ah, se si potessero dirimere in questo modo contese d’altro tipo. Però che bello tornare bambini per pochi minuti e scaricare la tensione. Queste iniziative dovrebbero essere più frequenti, non vi pare?
Catenella o nodo scorsoio? Ai post l'ardua sentenza. |

Sono stato scelto da Pirupiru per questo gioco a “catenella”, ma chi non lo dovesse gradire, tiri pure la “catenella”... dello sciacquone e muoia pure “sun’s one with all file stay” (trad.: Sansone con tutti i filistei). Chiedo immediatamente scusa agli amici nominati che sono liberi di mandarmi a VFC commemorando così, degnamente, il VFC day. Lo faccio solo per affetto, seppiatelo, chi ha orecchie per Nintendo, in tenda!
REGOLE DEL GIOCO:
1 indicare chi è stato l'amico che ti ha coinvolto
2 citare le 6 cose che ti piace fare
3 coinvolgere altre 6 persone
4 comunicare di essere stati scelti
1) Pirupiru mi ha nominato e coinvolto
2) Le sei cose che mi piace fare....
1. Portare i capelli tipo rasta
2. camminare sulle mani almeno per tre minuti al giorno
3. Pagare puntualmente le tasse.
4. Fare sesso quotidianamente con minimo due belle fighe
5. Girare sul mio Porche Carrera coupé, a pois, per le vie del centro
6. Raccontare un sacco di cazzate.
3)Nomino le sei persone da coinvolgere nel gioco che sono:
1. Jackres
2. Alebenfenati
4. Viviana
Chebruttagente è l’username di una blogger, ma sintetizza anche il concetto dell’accozzaglia di cui sopra, pirupiru e me compresi. Vi raccomando, però, di essere sinceri e leali nel gioco e non come fa certa brutta gente che si nasconde dietro una satira banale, senza pepe e senza sale per non rivelare i propri bassi istinti e reconditi e innominabili segreti.
4)... Già fatto.
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